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Studio e attenzione, la cura per i dettagli di una dinastia.

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

a cura di MPC e Riccardo Corazza


Federica Boffa Pio (by Paolo Dutto)

Ovverosia la cultura e l'arte del vino, dove passione e tradizione si uniscono al rispetto per il lavoro quotidiano. Dal segno nasce un pensiero, che diventa poi idea: moderna e innovativa, che porterà Pio Boffa (padre di Federica), alla guida di Pio Cesare, fondata quasi 150 anni fa, a guardare avanti, esplorando, insieme al mare magnum dei rossi, l’universo dei bianchi proprio nelle terre vitate delle Langhe. Si parte ovviamente dagli internazionali: negli anni ‘80 la cantina è tra i pionieri della vinificazione dello Chardonnay in Italia, con il Piodilei, etichetta, uscita nella sua prima edizione nel 1985, che punta subito alla qualità, arrivando poi in grande scioltezza ad oltrepassare le 40 release.



Tavolo degustazione Pio Cesare

Già negli anni ’90, peraltro, l’interesse di Pio si rivolge al Timorasso, territoriale che si portava dietro la scarsamente invidiabile fama di ‘vitigno difficile’ e proprio per questo ai tempi quasi abbandonato. Impronosticabile quello che avviene, a partire dai primi anni 2000, nella zona di Tortona, dove la superficie coltivata passa dai 2-3 ettari ai 450 attuali, ma la sfida è proprio nella vision, tanto che oggi si può affermare che è anche grazie al lavoro dei ‘barolisti’, ovverosia cantine come Pio Cesare, che un vitigno quasi dimenticato come il Timorasso diventa manifesto di identità e straordinaria modernità caratterizzando lo stile enogastronomico del presente.

 


Pio Cesare _ Derthona Timorasso Riserva 2023

Il prodotto di tanti sforzi, nella fattispecie dello studio iniziato nel 2018, con l’acquisto di una parcella a Vho, insieme alla sperimentazione, condotta in collaborazione con un selezionato conferitore, per verificare la risposta del territorio, sono 4 annate ‘di prova’, dal 2019 al 2022, ‘numeri zero’ che la Famiglia non metterà in vendita, ma che rendono emblematica l’attenzione al dettaglio e all’espressione che appartiene a chi fa vino da 145 anni. L’esito finale, invece, è il Colli Tortonesi DOC Riserva Derthona 2023, presentato orgogliosamente da Federica Boffa Pio nei giorni scorsi a Milano e in commercio dal mese corrente. Proveniente integralmente da vigne di proprietà come tutta la produzione della casata di Alba - che in Alba ha tuttora, unica in assoluto, le sue cantine, recentemente ampliate, collocate all’interno di edifici risalenti al ‘700 - nella fattispecie da una parcella posizionata a 250 metri su suoli calcareo-marnosi. La vinificazione prevede criomacerazione per il 20% della massa, la restante materia prima è avviata direttamente alla pressatura soffice. Le due frazioni, successivamente riunite, proseguono la fermentazione e l'affinamento in acciaio per circa 12 mesi, cui segue un lungo élevage in vetro di circa due anni.


L’esito è un Timorasso che ha nell’equilibrio delle componenti olfattivo-gustative le sue caratteristiche peculiari, come peraltro consuetudine nell’impeccabile produzione di casa. Pesca tabacchiera e salvia in olfazione, con beva giocata sulla componente salmastra e croccante e finale di sambuco e zafferano. Vino a tutto pasto, che farà parlare di sé, perfetto anche con svariate preparazioni di carne, una su tutte, ovviamente, il vitello tonnato.


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