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LE NECESSITÀ DELLA RICERCA: BERTANI

  • 11 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

a cura di Riccardo Corazza


Bertani Tenuta

Cosa comporta fare vino impavido nel 2026 con il tramite di un marchio che risale indietro nel tempo al 1857? Significa avere entusiasmo, voglia e necessità di forzare il paradigma giorno dopo giorno, fino a modificarlo e trasformarlo in un nuovo paradigma. E da lì proseguire a lavorare con costanza, mantenendosi attuali: senza inseguire le mode ma rispettando le tipologie e adeguando i protocolli all’evoluzione del gusto, nessun sacrificio dell’integrità. Difficilissimo, ma è quello che succede ogni giorno da Bertani, una delle cantine-simbolo della Valpolicella, pioniera, fin dagli anni ’50 del secolo scorso, dell’Amarone, successivamente, anche per questo motivo, legata ad una produzione di stampo classico e tecnicamente ineccepibile. La missione, invece, in questa cosiddetta ‘nuova stagione’, parte propiziamente dal Valpolicella Classico Superiore, forse la porta privilegiata per accedere ad un universo vitivinicolo di (forse insospettabile) grande ricchezza. E allora sono i due cru, contigui ma opposti per tanti aspetti, soprattutto per microcomposizione del suolo ed esposizione, del Le Miniere e Ognisanti, sempre di Novare, che permettono di esplorare le sfaccettature di una tipologia che, originariamente pensata per la bevibilità e il rapido consumo, oggigiorno si dimostra invece moderna, capace di coloriture di grande raffinatezza. Il resto lo fa un catalogo straordinariamente solido, dove Bertani, dal 2013 parte di Angelini Industries (ora Angelini Wine & Estates) gioca tra classiconi come (ovviamente) l’Amarone DOCG, il Secco e il Ripasso Superiore, combinati con le nuove frontiere dovute ai mirati investimenti sulla tipologia del Soave, di cui un paio di anni fa sono stati acquisiti 10 ettari, già vitati a Garganega, varietà anch’essa in fase di grande riscoperta. Se si unisce a questo la profondità di una Libreria di vecchie annate che arriva indietro, fino agli anni ’30, si capisce come tra queste mura si giocherà una partita territoriale essenziale al rilancio di un territorio, inutile negarlo, in fase di profondo riassestamento.



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