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San Valentino da Bersi Serlini

  • 14 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

L’AMORE, IL TEMPO E LA NASCITA DI PINOTÈN


a cura di GretaMarilyn Carnieletto


Cantina Bersi Serlini - Franciacorta
Cantina Bersi Serlini - Franciacorta

Il 14 febbraio non è stato solo il giorno di San Valentino, ma anche l’occasione perfetta per celebrare una storia d’amore lunga 140 anni: quella tra due famiglie, Bersi e Serlini. Da allora i due cognomi si sono uniti per formare Bersi Serlini, diventando l’emblema di un legame costruito sull’amore per il vino e sul rispetto della propria terra. Dal 1886 la cantina custodisce e interpreta la Franciacorta con visione, dedizione e un profondo legame con il territorio. Un anniversario importante, festeggiato nel 2026 con uno sguardo deciso verso il futuro e con la prima anteprima di PINOTÈN, nuova espressione identitaria della cantina Bersi Serlini Franciacorta.


Una realtà a conduzione familiare, oggi di proprietà di Chiara e Maddalena, appunto Bersi Serlini, affiancate dalla nuova generazione con l'AD Agostino, il responsabile relazione esterne Giacomo e la new entry Arturo Migliorati, prossimo all'università di Enologia a Trento. Con un’attenzione particolare al territorio e alla sostenibilità, la cantina produce annualmente circa 150 mila bottiglie, interamente ottenute da vigneti di proprietà, in un dialogo continuo tra produzione e luogo.


Un'unione di natura, architettura e storia che rende questa realtà unica, dai filari che circondano la proprietà, allo storico edificio costruito dai monaci nel 1087, con un affresco del Quattrocento ancora visibile. fino alla cantina, la “caverna”, scavata nella terra morenica che restituisce la sensazione di un luogo vivo, dove la madre terra abbraccia ogni fase produttiva. Infine, gli spazi dedicati alla degustazione e all’hospitality, arredati con cura e attenzione ai dettagli, in omaggio alla storia del design italiano e internazionale.


A rendere questa prima anteprima ancora più significativa è stata la presenza di AIS Lombardia, con l’invito esteso a tutte le delegazioni provinciali. Un contesto di grande valore che ha trasformato la presentazione di PINOTÈN in un momento autentico di condivisione, confronto e approfondimento tecnico. Per Bersi Serlini, un onore e al tempo stesso un momento significativo per presentare il proprio progetto a chi del vino fa cultura e racconto quotidiano.


Protagonista della giornata è stato PINOTÈN, nato da un’idea coltivata a lungo. Un Blanc de Noirs da Pinot Nero in purezza, pensato già nel 2019 e frutto di una scelta coraggiosa, valorizzare un vitigno inizialmente destinato al rosé, riconoscendone invece un potenziale autonomo. La sua effervescenza più morbida, con una pressione inferiore rispetto allo standard, lo rende elegante e garbato, capace di accarezzare il palato con equilibrio e precisione.


PINOTÈN rientra nella nuova linea Serì, caratterizzata da bottiglie serigrafate: una scelta estetica e sostenibile, ma soprattutto un impegno progettuale. «Qui il vino viene pensato prima ancora di essere imbottigliato. L’etichetta non si applica, si dichiara.» che condivide Chiara. È una presa di posizione che guarda al futuro, riducendo sprechi e affermando con chiarezza l’identità del vino.


Accanto a PINOTÈN, spazio anche ai progetti MIA e TUA, due percorsi che parlano di tempo e relazione. MIA, Pas Dosé Riserva 2007 Nature R.S. in edizione limitata solo formato magnum, richiama fortemente l’identità bresciana e nasce da sboccature differenziate per comprendere l’evoluzione del vino nel tempo. TUA, invece, è un progetto partecipativo di bottiglie firmate, chevengono lasciate affinare in cantina e ritirate anni dopo, per manifestare il potenziale evolutivo del vino e del messaggio, trasformando l’attesa in esperienza e il vino in una memoria personale.


Questa anteprima non è stata soltanto la presentazione di una nuova etichetta, ma il racconto di una cantina che, a 140 anni dalla fondazione, continua a scegliere il coraggio della visione. Un San Valentino che ha celebrato l’amore per il vino, per la terra e per quel tempo necessario a trasformare un’intuizione in identità.



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