Merano Wine Festival 2026
a cura di Riccardo Corazza
È alle porte l’esordio dell’edizione numero 35 del Merano Wine Festival, fondamentale kermesse ideata e condotta impagabilmente da Helmuth Köcher e organizzata da Gourmet’s International, negli anni assurta a sorta di completamento/verso di Vinitaly, anche per la sua naturale propensione all’intrattenimento.

Tantissimi gli eventi in programma fra i 6 e il 10 novembre, come emerge dalle anteprime e dalle presentazioni ufficiali dell’evento, svolte anche, tra le altre sedi istituzionali, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, giornate in cui la splendida Merano si trasforma, senza dubbio alcuno, nella capitale del vino italiano ma anche internazionale. 962 espositori, 2944 prodotti, espressioni di 20 Regioni e 12 paesi, ecco le cifre dello show in scena al Kurhaus, ma tra Winehunter Award (con la premiazione dei primi 100/100 in assoluto del livello Platinum) e brindisi inaugurale, quest’anno fissato per le 10.00 di venerdì, in contemporanea con Tokyo, dove nelle stesse giornate si tiene la prima edizione di Merano WineFestival Japan, poi TasteTerroir - bio&dynamica, il percorso di eccellenza Cult Oenologist, il Gala Dinner in collaborazione con Teritoria, la Gourmet Area, sempre più elemento cardine della rassegna, con l’apertura alle sezioni dedicate del Low Alcohol e del Rosé Selection, senza dimenticare l’ormai celebre sciabolata collettiva inaugurale di sabato e il gran finale di martedì 10, con il Catwalk Champagne&more. Fra gli eventi principali, come ormai tradizione, sono tantissime le masterclass, i convegni, i summit e i talk, conditi inoltre da succulenti momenti culturali, con presentazioni di libri come quello di Camilla Lunelli, “Un’arte di famiglia”, dedicato alla storia di Ferrari.

Sotto l’egida del filone tematico di quest’anno, ossia "Eleganza e Bellezza", inutile dirlo, grande protagonista sarà un mercato imponente, quello del vino, dal valore di circa 14 miliardi di euro e che dà lavoro a quasi 900 mila persone, in fase di trasformazione e rimpensamento, data la contemporanea contrazione dei consumi, del ruolo della tecnologia e dell’IA a supporto della filiera, ma anche di come mantenere la raffinatezza e la creatività dell’atto amorevole della trasformazione senza rinunciare a tutto ciò che di buono può portare il progresso, considerandolo come alleato, mai avversario.
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