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CANTINA VENTIVENTI - 44°48N 11°3'E

8 ott
Tempo di lettura: 4 min

UN PROGETTO DI VALORIZZAZIONE TERRITORIALE


a cura di GretaMarilyn Carnieletto


Cantina 2020
Cantina Ventiventi 2020

44°48'59'' N 11°3'39'' E. Sono le coordinate di Medolla, in provincia di Modena, il punto esatto da cui inizia un viaggio lungo due giorni dentro una colpevolmente misconosciuta provincia emiliano-romagnola. 


Un territorio che, forse, si potrebbe attraversare senza fermarsi, tuttavia, una volta entrati nei suoi ritmi e nelle sue storie, rivela una ricchezza fatta di persone, tradizioni, vigne e tavole.

È qui che la famiglia Razzaboni ha scelto di costruire Ventiventi, progetto giovane, nato dai primi vigneti messi a dimora nel 2016 e oggi guidata dai tre fratelli Riccardo, Andrea e Tommaso. Una realtà che porta nel nome l'anno della sua piena operatività, il 2020, che ha fatto del Metodo Classico, della ricerca e del legame con il territorio alcuni dei propri tratti distintivi.


Premessa chiara: quello che Ventiventi vuole condividere va oltre il vino. La visione parte dalla produzione enologica, ma si allarga alla cucina, all’ospitalità, alla volontà di creare una vera rete di conoscenza e valorizzazione del territorio. Ed è forse questo a colpire arrivando a Ventiventi, un modo di intendere l'enoturismo come sistema, capace di mettere in relazione produttori, ristoratori, artigiani e realtà che condividono lo stesso territorio.


La struttura è moderna, luminosa, affacciata sui vigneti attraverso ampie vetrate. La proprietà si estende per circa 70 ettari, di cui 30 vitati, e la posizione della cantina, al centro dell'appezzamento, permette di seguire da vicino il lavoro in vigna.




Le vigne ospitano alcune delle varietà che raccontano più intimamente questo angolo di Emilia: Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Ancellotta e Pignoletto. Accanto a loro trovano spazio anche Chardonnay e Pinot Bianco, in un dialogo tra identità locale e apertura alla sperimentazione.


Il percorso proposto 


La visita inizia dalla cantina e dalla tavola. Il pranzo, accompagnato dai vini Ventiventi, propone un percorso gastronomico dedicato all'Emilia-Romagna e diventa anche l'occasione per conoscere meglio la filosofia produttiva della cantina.

Il percorso prosegue all'interno della cantina. Qui l'esperienza diventa più tecnica, ma senza perdere quella dimensione di scoperta che ha accompagnato ogni momento.

Per un attimo il vino non è ancora vino,  è mosto, possiamo assaggiarlo, seguirne il percorso e osservare da vicino le fasi della lavorazione. È uno di quei momenti in cui il racconto della cantina cambia prospettiva, perché permette di comprendere quanto lavoro, tecnica e attenzione ci siano prima che una bottiglia arrivi sul tavolo.


Ventiventi ha scelto di fare del Metodo Classico uno dei propri elementi identitari. Una scelta che significa soprattutto tempo, cui le basi vengono affinate e i vini restano sui lieviti per periodi sempre più lunghi, assecondando l'evoluzione delle singole annate.

Per i cinque vini di punta, l'azienda ha recentemente allungato gli affinamenti fino a 40 e 50 mesi. Una decisione nata anche dall'assaggio e dalla volontà di capire fino a dove potesse spingersi vitigni come Pignoletto, Lambrusco di Sorbara e Lambrusco Salamino di Santa Croce senza perdere freschezza e riconoscibilità. È una scelta che racconta bene lo spirito di questi ragazzi, sperimentare, ma soprattutto ascoltare.


Degustazione vini
Degustazione vini

Dopo la visita in cantina entriamo nel momento vero e proprio della degustazione. Dal Blanc de Blancs, 100% Pignoletto, al Rouge de Noirs da Lambrusco Salamino di Santa Croce, fino al Rosé da Lambrusco di Sorbara, emerge una lettura contemporanea delle varietà emiliane, dove freschezza e immediatezza dialogano con la complessità costruita attraverso il tempo.




E poi ci sono i vini che permettono ai tre fratelli di divertirsi e sperimentare: la gamma Ricanto, nata anche dal gioco delle iniziali dei loro nomi, con il Rosato da Lambrusco di Sorbara, il Bianco da Traminer e il Rosso da Ancellotta.


La scelta di collaborare con realtà vicine permette a Ventiventi di ampliare il percorso oltre gli spazi della cantina e di far conoscere altre espressioni del territorio. La nostra serata prosegue così da DolceTerra, dove l'accoglienza continua attraverso una cucina costruita intorno ai prodotti locali e alla filosofia del chilometro zero.

Moon, il nuovo Metodo Classico Extra Brut da Lambrusco di Sorbara
Moon, il nuovo Metodo Classico Extra Brut da Lambrusco di Sorbara


L'aperitivo, realizzato a quattro mani, propone un Bellini e un Americano preparati con i vini Ventiventi. A tavola, invece, i prodotti e le preparazioni della tradizione emiliano-romagnola incontrano le diverse etichette della cantina. Ed è proprio durante la cena che arriva anche un piccolo anticipo di futuro; Moon, il nuovo Metodo Classico Extra Brut da Lambrusco di Sorbara, vendemmia 2020, 50 mesi sui lieviti, 4 g/l di dosaggio e sboccatura nel settembre 2025. La commercializzazione è prevista per gennaio 2027.








Il secondo giorno si apre tra i filari, proprio mentre la vendemmia sta arrivando alle sue ultime battute. Gli ultimi grappoli vengono raccolti e, poco dopo, sotto la grande quercia che rappresenta uno dei luoghi simbolici di Ventiventi, arriva il brindisi di fine vendemmia.Il percorso continua anche attraverso la cucina, in collaborazione con l'associazione InPasta di Medolla. Un'esperienza semplice e concreta, fatta di pasta fresca e gesti della tradizione, che permette di entrare ancora più direttamente nella cultura gastronomica locale.


Dopo due giorni a Medolla, Ventiventi si rivela per quello che è. Una realtà giovane, ma con una direzione precisa, dove il vino diventa il punto di partenza per conoscere, condividere e valorizzare il territorio, e forse è proprio questo il senso del viaggio; non aver semplicemente visitato una cantina, ma aver incontrato, attraverso il vino, un piccolo pezzo di Emilia-Romagna.


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