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Douja D’Or 2026: quando il vino diventa racconto di un territorio

10 set
Tempo di lettura: 3 min

a cura di GretaMarilyn Carnieletto


Ci sono manifestazioni che, nel tempo, diventano parte dell’identità di un luogo. È il caso della Douja D’Or, dal nome della tradizionale brocca piemontese utilizzata per travasare e bere il vino. Nata ad Asti nel 1967 come concorso nazionale dedicato ai vini italiani, si è nel tempo trasformata in un appuntamento capace di mettere in relazione vino, cultura, gastronomia e turismo. Un’evoluzione che segue quella del settore enologico e, insieme, quella di un territorio che ha scelto di raccontarsi attraverso gli hotspot turistici e l’enogastronomia.


Oggi la Douja D’Or guarda oltre. L’edizione 2026, in programma ad Asti dall’11 al 20 settembre, torna con un format diffuso che porta il vino fuori dagli spazi tradizionali e lo inserisce nelle bellezze della città. Piazze, palazzi storici, cortili e luoghi simbolo diventano tappe di un percorso fatto di degustazioni, masterclass, incontri e momenti gastronomici.



A Piazza San Secondo, il Consorzio Piemonte Land of Wine porta una rappresentanza dell’intero Piemonte; una carta digitale di oltre 400 etichette accompagnerà il pubblico alla scoperta delle 60 denominazioni regionali, dalle bollicine ai passiti, passando per bianchi, rosé, rossi e vini aromatici. Una presenza che amplia lo sguardo della manifestazione, mantenendo però Asti e le sue denominazioni al centro del racconto.


Il concetto di rete diventa uno degli elementi distintivi della Douja 2026. A Palazzo Ottolenghi, il Consorzio Asti DOCG e il Consorzio del Vermouth di Torino IGP condividono gli spazi con un programma che fa dialogare due espressioni profondamente legate alla storia enologica piemontese. Tra le proposte, “Asti Vibes”, nuovo cocktail nato dall’incontro tra Asti Spumante e Vermouth di Torino, e “Aroma Battle”, degustazione pensata per gli under 25 e dedicata al confronto tra Moscato d’Asti e Brachetto d’Acqui. Il Vermouth, riconosciuto dal 2019 come IGP e unica indicazione geografica protetta al mondo dedicata ad un vino aromatizzato, trova così nella Douja un’occasione per raccontare

contemporaneamente storia e contemporaneità.


A Palazzo Alfieri, invece, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato propone un percorso dedicato alle denominazioni tutelate, affiancato da esperienze gastronomiche e da un ristorante realizzato con la Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti. Qui il vino diventa anche strumento di formazione. Gli studenti sono protagonisti della cucina, del servizio e dell’ospitalità, mettendo in pratica le competenze acquisite e confrontandosi direttamente con il pubblico.


Douja d'Or_Partner 2026
Douja d'Or - Partner 2026

La Douja esce però anche dai confini del centro cittadino. Il programma dell’Associazione Produttori del Vino Biologico costruisce una sorta di percorso ideale dalla città alle vigne, coinvolgendo vignaioli, ristoratori e visitatori. Degustazioni, incontri con gli “Osti Narranti”, la cena della vendemmia e il progetto “Treno delle vigne” raccontano un territorio che non si esaurisce nel bicchiere, ma continua nei luoghi in cui il vino nasce e nelle persone che lo producono. L’idea è quella di trasformare la degustazione luogo di contatto sempre più diretto tra visitatore, prodotto e paesaggio.


Lo sguardo si allarga ulteriormente con le quattro masterclass internazionali dedicate ai paesaggi vitivinicoli. Accanto a tutto questo, la città vive di altri appuntamenti: le degustazioni organizzate da Confagricoltura, l’Agrivan della CIA, gli incontri di Coldiretti, “Sulle note del Barbera” in piazza Roma, le masterclass dedicate alle grappe piemontesi e gli appuntamenti di “Oltre la Douja”, che coinvolgono altri luoghi e realtà del territorio.


La Douja D’Or 2026 arriva così in una fase in cui il mondo del vino è chiamato a confrontarsi con nuovi consumatori, nuovi linguaggi e mercati internazionali in trasformazione. Il percorso racconta in fondo la stessa evoluzione del vino, con il tema scelto per questa edizione “Riscoprire Asti, Celebrare il Vino”, da prodotto da conoscere e degustare a patrimonio capace di mettere in movimento un intero territorio. È la sintesi di una manifestazione che continua a partire dal vino, ma che oggi sceglie di raccontare tutto ciò che gli sta intorno attraverso la diffusione delle sue forme più autentiche di identità.


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