La farmacia da viaggio
- 23 dic 2025
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DAL MUSEO DELL'OLIVO E DELL'OLIO DI TORGIANO
a cura di Lorenzo Lepri
Archeologo della Fondazione Lungarotti
Il viaggio ti aspetta, lungo, probabilmente anche pericoloso; sono molti i paesi da attraversare, conti di stare via per un po’ e il volume dei tuoi bagagli rispecchia le tue intenzioni. Controlli se hai preso tutto, vestiti, libri e altri passatempi, alcuni generi di conforto e, ovviamente, le tue medicine: quella per la febbre, quella per le ferite, quella per il mal di stomaco, quella contro i veleni e il tonico rinvigorente. Sono tutte nella loro custodia di legno, disposte ordinatamente, accompagnate dal bugiardino che lo speziale ha diligentemente compilato. Non parliamo evidentemente di ibuprofene, pantoprazolo, paracetamolo o di integratori vitaminici, componenti essenziali dei nostri kit da viaggio, ma dei medicinali a base di olio d’oliva che fra Angiolo Marchissi, celebre speziale e aromatario della Spezieria e Fonderia Granducale del convento domenicano di Santa Maria Novella a Firenze, ha preparato per qualche viaggiatore fiorentino intorno alla metà del ‘600. Questa farmacia da viaggio, contenuta in un’elegante cassettina di legno con cerniere e chiusura, è composta da sei ampolle in vetro contenenti altrettante specialità medicinali per la cura di diversi malanni, il tutto accompagnato da un bugiardino, sormontato dallo stemma granducale della famiglia Medici, recante le istruzioni per l’uso dei preparati ed una loro descrizione. Nel dettaglio troviamo: un “Giulebbo di contrahierva”, un “Giulebbo perlato”, un “Olio da ferite”, un “Olio da stomaco”, un “Olio contra veleni” ed un “Elixir vite”. Tre di questi medicamenti sono indicati con il nome di “Olio”, si tratta di unguenti a base di olio d’oliva con l’aggiunta di essenze vegetali quali semi, radici, foglie e fiori, di prodotti animali come la cera d’api oppure di sali e metalli. Il “Giulebbo”, corruzione del termine “Giulebbe”, è uno sciroppo formato da acqua, zucchero, fiori ed erbe diversificati in base allo scopo del medicamento; nel “Giulebbo perlato” sono presenti perle tritate. Il “Giulebbo di contrahierva”, invece, è a base di estratto secco di Dorstenia Contrayerva, pianta sudamericana giunta in Europa dai commerci con il Nuovo Mondo, le cui radici sono molto efficaci per il trattamento della febbre. L’”Elixir”, che “ravviva li Spiriti, aiuta e dà forza alla natura persa”, è a base alcolica contenente un’infusione di “terre medicate” ossia minerali cui si attribuivano proprietà salutari. Insomma, l’uso dell’olio d’oliva come medicamento, esterno ed interno, è noto fin dall’antichità e in pieno XVII secolo è ancora la base di molti “farmaci”, confermando che la nostra saggezza popolare non mente mai: ungi e sfrega ogni mal si dilegua!
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