L’ ARTE ITALIANA DEL GUSTO
- 2 lug
- Tempo di lettura: 3 min
a cura di Greta Marilyn Carnieletto
Che cosa significa, oggi, tornare alla semplicità di un gesto antico come preparare un panino? Significa riscoprire il valore delle materie prime, riconoscere il lavoro che si cela dietro una denominazione e ricordare che la cultura gastronomica italiana nasce prima di tutto dalla capacità di trasformare ingredienti semplici in qualcosa di autentico.
È da questa filosofia che prende forma L'Arte Italiana del Gusto, l'incontro promosso dal Consorzio Cacciatore Italiano con il contributo del MASAF. Un momento di confronto pensato non soltanto per raccontare il Salame Cacciatore DOP attraverso dati e ricerche, ma soprattutto per riflettere sul suo ruolo all'interno della tradizione gastronomica italiana e sulle nuove modalità di consumo che lo vedono sempre più protagonista.
Per introdurre questo percorso sono stati presentati diversi studi dedicati alla denominazione. Eumetra (agenzia esperta in studi di mercato) ha illustrato uno studio sui consumatori volto a supportare lo sviluppo della DOP; Circana (azienda leader nella gestione ed interpretazione della complessità del comportamento del consumatore) ha analizzato l'andamento del mercato dei Salamini Italiani alla Cacciatora DOP; FGMC (agenzia specializzata in marketing digitale e consulenza operativa) ha presentato una sentiment analysis sulla percezione del prodotto e del marchio nel mondo digitale, mentre Tp Infinity, che è la divisione di consulenza digitale globale di Teleperformance, ha condiviso i risultati dell'ultima campagna radiofonica.
Numeri, dati e analisi che raccontano una realtà precisa. Oggi più che mai è fondamentale lavorare sulla conoscenza delle denominazioni, dei consorzi e del valore che si cela dietro un prodotto certificato. Un percorso che parte dall'informazione, ma che trova la sua espressione più autentica nel momento della degustazione.
Perché il Salame Cacciatore DOP non è soltanto un prodotto della tradizione. Grazie alle sue caratteristiche distintive tra cui il formato contenuto, la breve stagionatura e il gusto delicato e morbido, si rivela estremamente versatile e capace di interpretare nuovi momenti di consumo, dall'aperitivo contemporaneo alla cucina gourmet.

Ed è proprio qui che la teoria lascia spazio all'esperienza. A guidare il pubblico in questo viaggio è stato lo chef Alessandro Frassica, fondatore della Bottega INO di Firenze e conosciuto come il "cuoco dei panini", che con il “Pane del Mulino” di Davide Longoni, ha proposto tre creazioni pensate per valorizzare il Salame Cacciatore DOP attraverso ingredienti semplici ma accuratamente selezionati: Salame Cacciatore DOP , robiola e fichi; Salame Cacciatore DOP , pomodoro, pecorino e crema d'aglio; Salame Cacciatore DOP e carciofo alla cafona.
Tre interpretazioni diverse, accomunate dalla capacità di trasformare un gesto quotidiano come mangiare un panino in un'esperienza gastronomica completa.
Ad accompagnare le degustazioni, i vini di Mattia Vezzola, enologo e produttore di Costaripa, che ha proposto abbinamenti studiati per esaltare le caratteristiche del salume e delle preparazioni. Dal Metodo Classico Rosé al rosato Rosamara Valtènesi, ogni calice ha aggiunto una sfumatura diversa al percorso, dimostrando come l'equilibrio tra cibo e vino possa amplificare il piacere della degustazione.
Valorizzare un prodotto significa prima di tutto raccontarlo. Significa far conoscere il lavoro che lo rende unico; il territorio da cui nasce e le persone che ogni giorno ne custodiscono la qualità.
A volte basta un panino e un calice di vino per ricordarci quanto sia ricca l'arte italiana del gusto. Un patrimonio fatto di tradizione, cultura e convivialità che continua a evolversi senza perdere la propria identità.
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