GARDA WINE STORIES
- 18 giu
- Tempo di lettura: 3 min
IL TERRITORIO COME RACCONTO, TRA FUTURO E CONFRONTO
a cura di Greta Marilyn Carnieletto

Ci sono territori che si raccontano da soli attraverso il paesaggio e altri che riescono a lasciare il segno soprattutto grazie alle persone che li vivono ogni giorno. Garda Wine Stories è stato un percorso immersivo capace di andare oltre il vino per raccontare un territorio nella sua totalità, tra confronto, identità, gastronomia e nuove visioni del futuro.
Tre giornate vissute tra incontri, degustazioni e momenti esperienziali che hanno permesso di scoprire il Garda da prospettive differenti. Non soltanto il lago e l’immaginario elegante e rilassato che da sempre lo accompagna, ma anche ciò che avviene sulla terraferma; il lavoro dei produttori, la valorizzazione gastronomica, le nuove esigenze del mercato e la volontà di evolversi senza perdere autenticità.
Ad accompagnare il percorso il Presidente del Consorzio Garda DOC, Paolo Fiorini, presenza costante durante il press tour e voce concreta di una denominazione che oggi guarda al futuro con spirito contemporaneo e visione strategica. Accanto a lui anche Sissi Baratella, enologa e Wine Expert, che ha guidato i diversi momenti di degustazione e approfondimento, offrendo una lettura tecnica ma allo stesso tempo coinvolgente del territorio e delle sue potenzialità.
Al centro del progetto, il convegno ospitato alla Dogana Veneta di Lazise, dedicato al tema “Garda DOC: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcol, versatilità e nuovi trend di consumo”. Un momento di confronto concreto tra operatori del settore, giornalisti ed esperti internazionali per riflettere sul futuro del vino e sui cambiamenti che stanno trasformando il mercato globale.
Tra gli interventi, quello del Professor Eugenio Pomarici dell’Università di Padova, che ha approfondito il fenomeno dei vini NoLo e delle nuove dinamiche internazionali legate ai consumi a basso contenuto alcolico. Patrick Schmitt MW, editor-in-chief di The Drinks Business, ha invece offerto uno sguardo dettagliato sul mercato britannico e sull’evoluzione dei comportamenti dei consumatori, mentre Karin Eymael, editor-in-chief di Weinwirtschaft e Meininger’s International, ha analizzato il crescente interesse del mercato tedesco verso vini più leggeri, versatili e contemporanei. A completare il confronto anche Alessandra Piubello, giornalista di Decanter, che ha portato una riflessione sul delicato equilibrio tra innovazione, identità e cultura del vino.
Il tema dei vini low alcol, affrontato dal Consorzio Garda DOC con una visione pionieristica, è emerso non come semplice tendenza, ma come risposta reale a nuovi stili di consumo sempre più orientati a consapevolezza, versatilità e contemporaneità. Un approccio che dimostra come innovazione e territorialità possano convivere senza perdere identità.
Ma ciò che ha reso Garda Wine Stories particolarmente coinvolgente è stata soprattutto la dimensione umana del progetto. Il confronto diretto con produttori, esperti e colleghi ha trasformato ogni conferenza e degustazione in un momento di dialogo autentico. Sedersi a tavola insieme, condividere punti di vista differenti e ascoltare chi quel territorio lo vive quotidianamente ha permesso di comprendere il vino in modo molto più profondo.
Le esperienze gastronomiche hanno avuto un ruolo fondamentale all’interno del percorso. Dalla Rocca di Lonato fino ai diversi momenti conviviali vissuti durante il tour, ogni proposta culinaria è stata costruita per valorizzare il territorio attraverso prodotti locali e abbinamenti studiati con attenzione. Non semplici degustazioni, ma veri racconti enogastronomici capaci di esprimere l’identità gardesana in tutte le sue sfumature.
Particolarmente significativa anche l’esperienza immersiva guidata da Dario Boschetto, che ha introdotto una riflessione diversa sul modo di percepire il vino. Respirazione, ascolto e consapevolezza sensoriale si sono intrecciati in un percorso che ha permesso di rallentare e vivere la degustazione in maniera più profonda e personale. Un momento insolito, ma perfettamente coerente con la volontà del Consorzio di raccontare il vino attraverso linguaggi nuovi e contemporanei.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante emerso durante Garda Wine Stories; la capacità di costruire relazioni. Perché il vino cambia prospettiva quando viene raccontato direttamente da chi lo produce, quando si trasforma in condivisione e quando riesce a creare confronto tra persone diverse unite dalla stessa curiosità.
Le piccole attenzioni, i dialoghi spontanei, i racconti dei produttori e la cura dedicata a ogni esperienza hanno contribuito a lasciare qualcosa che va oltre la semplice degustazione. Il ricordo di un territorio che non vuole limitarsi a essere osservato, ma vissuto.
Garda DOC ha così dimostrato di voler guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Un territorio capace di evolversi, ascoltare i cambiamenti e affrontare nuove sfide mantenendo però intatto il legame con la propria identità. E forse è proprio questa la forza più autentica del Garda, riuscire a trasformare il vino in un racconto condiviso.
© Riproduzione riservata















