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Krug e Max Richter: tre modi di raccontare il 2008

24 set
Tempo di lettura: 2 min

a cura di Antonio Cimmino


Krug e Max Richter tre modi di raccontare il 2008

Vino e musica hanno più di un punto in comune. Entrambi sono il risultato di un lavoro fatto di equilibrio, selezione e interpretazione. È da questa affinità che nasce Every Note Counts, il progetto che unisce Julie Cavil, chef de cave di Krug, e il compositore Max Richter. L'idea non è quella di attribuire una colonna sonora a uno champagne, ma di osservare come due processi creativi diversi possano svilupparsi seguendo logiche simili. Nell'assemblaggio di una cuvée come nella scrittura di una partitura, ogni elemento contribuisce alla costruzione di un insieme coerente senza perdere la propria identità. Il punto di partenza è uno stesso anno, il 2008, quello d’arrivo sono tre racconti differenti. Krug affida a tre champagne il compito di interpretare una vendemmia che mostra sfumature diverse a seconda della prospettiva da cui viene osservata, mentre Max Richter ne traduce il carattere in musica.


Max Richter e Julie Cavil, chef de Cave di Krug, nel Clos d’Ambonnay
Max Richter e Julie Cavil, chef de Cave di Krug, nel Clos d’Ambonnay

Max affronta il progetto come farebbe con una partitura: cambiando progressivamente scala. Si parte da una voce sola, si passa al dialogo tra più elementi e si arriva infine a una costruzione più ampia e stratificata. È lo stesso percorso che emerge nei tre champagne scelti da Krug per raccontare il 2008.

In Clarity tutto è ridotto all'essenziale. Pochi elementi, ben definiti, senza deviazioni. Una scelta che trova un naturale parallelo in Krug Clos d'Ambonnay 2008, nato da una sola parcella di Pinot Noir nel cuore di Ambonnay. Nel calice si rincorrono scorza di cedro candita, mela caramellata e delicate note tostate, mentre il sorso mantiene una linea precisa e compatta che accompagna a lungo la degustazione.


Con Ensemble la scrittura si amplia. Le diverse parti dialogano tra loro mantenendo una propria riconoscibilità, senza mai perdere coesione. È una chiave di lettura che si ritrova anche in Krug 2008, dove l'assemblaggio - 53% Pinot Noir, 25% Meunier 22% chardonnay - restituisce un quadro particolarmente equilibrato. Emergono agrumi canditi, miele d'acacia, pompelmo rosa e una lieve nota di tiglio. La freschezza sostiene il vino dall'inizio al lungo finale – dalle delicate sfumature speziate – conferendo dinamismo e continuità.


In Symphony la composizione acquista profondità attraverso la sovrapposizione di temi e timbri diversi. Lo stesso accade in Krug Grande Cuvée 164ème Édition, dove il 2008 dialoga con dieci annate di riserva che arrivano fino al 1990. Sono 127 i vini che contribuiscono alla cuvée finale, costruita attorno a un assemblaggio di 48% Pinot Noir, 35% Chardonnay e 17% Meunier. Una complessità che nel calice si traduce in richiami di limone maturo, albicocca disidratata, miele, brioche e mandorla, mantenendo una lettura sempre chiara e scorrevole, sostenuta da una sapidità che accompagna a lungo il sorso. Tra le note di Richter e quelle dei tre champagne emerge soprattutto un tema comune: l'interpretazione. Perché il 2008 rimane lo stesso, ma cambia il modo di raccontarlo, passando dall'identità di un singolo vigneto all'ampiezza di una cuvée che attraversa, gloriosamente, quasi vent'anni di storia della Maison.


Clos d’Ambonnay 2008, Krug ID 423055; Krug 2008, Krug ID 321046; Grande Cuvée 164ème Édition, Krug ID 317025
Clos d’Ambonnay 2008, Krug ID 423055; Krug 2008, Krug ID 321046; Grande Cuvée 164ème Édition, Krug ID 317025

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