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L’invenzione dello Stile: la lezione di Champagne Jacquesson

  • 4 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

a cura di Antonio Cimmino



In Champagne, spesso lo stile è sinonimo di continuità, qualcosa che deve restare uguale nel tempo. Una firma riconoscibile, capace di attraversare le annate senza cambiare mai davvero. Jacquesson ha scelto una strada diversa.

Nella maison di Dizy, la continuità non passa dalla ripetizione, ma dalla coerenza. Non si cerca di rendere ogni vendemmia simile alla precedente. Al contrario si parte proprio da ciò che cambia: il clima, la maturazione, l’equilibrio delle uve per costruire vini che raccontino esattamente quell’anno, quel luogo, quel momento. Jacquesson lo mostra con chiarezza attraverso tre Champagne molto diversi tra loro – Cuvée 749, Cuvée 744 Dégorgement Tardif e AVIZE Champ Caïn 2015 – uniti da una stessa idea: lasciare che siano il tempo e il vigneto a guidare il risultato.


CHAMPAGNE JACQUESSON

La storia di Jacquesson inizia alla fine del Settecento, ma il punto di svolta arriva con famiglia Chiquet, che nel 2000 decide di rivedere completamente il modo di assemblare i suoi Champagne.

La scelta è semplice, ma radicale: smettere di nascondere le differenze tra le annate.

Nascono così le Cuvées 700, numerate, ognuna fondata su un millesimo preciso.


I vini di riserva non servono a rendere tutto più uniforme, ma a dare profondità e aggiungere sfaccettature diverse, senza cancellare l’identità di base.



Jean Garandeau, managing director Champagne Jacquesson insieme a Yann Le Gall, chef de cave della maison.
Jean Garandeau, managing director Champagne Jacquesson insieme a Yann Le Gall, chef de cave della maison.


La Cuvée 749, basata sull’annata 2021, è l’espressione più immediata di questa filosofia. Un vino teso e luminoso, che si muove tra freschezza e precisione. Nitidi profumi di mandarino e leggere note di pan brioche, sorso dinamico e scorrevole, con una chiusura sapida che invita subito al secondo calice. Cuvée 744 Dégorgement Tardif si muove su un piano diverso. Il tempo trascorso sui lieviti – 2016 il millesimo di base – le dà stratificazione e un passo più lento. Profumi più caldi e morbidi. Il sorso rallenta e diventa avvolgente, sempre sostenuto da una freschezza che dona armonia. In AVIZE Champ Caïn 2015 è la singola voce (parcella) a parlare. Uno Chardonnay in purezza che unisce ampiezza e verticalità, dove la materia è sempre supportata da una trama salina e powdery. Ogni sorso sembra rimandare direttamente al suolo da cui nasce. È l’espressione più diretta del pensiero Jacquesson: lasciare che sia il luogo a guidare il vino.





Questi tre champagne non cercano somiglianza, eppure indubbiamente parlano la stessa lingua. Jacquesson va oltre lo stile, costruisce un metodo: ascoltare l’annata, rispettare il luogo, lasciare spazio al tempo. È un equilibrio sottile, ma riconoscibile.

È probabilmente il motivo per cui la maison continua a essere un punto di riferimento: non per ciò che rende immutabile, ma per la capacità di assecondare il cambiamento.



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