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ARS SINE FINIBUS

  • 20 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

ARTE E VINO OLTRE IL CONFINE


a cura di Giambattista Marchetto


Il confine è un diaframma attraverso il quale possono cambiare sapore, odore, ritmo e cultura. Eppure il confine può esser letto non come una barriera, ma come una cerniera che unisce - suggerisce Claudio Magris, uno che ne sa di confini. “Alle genti di una riva - scrive nel suo “L'infinito viaggiare” - quelle della riva opposta sembrano spesso barbare, pericolose e piene di pregiudizi nei confronti di chi vive sull'altra sponda. Ma se ci si mette a girare su e giù per un ponte, mescolandosi alle persone che vi transitano e andando da una riva all'altra fino a non sapere più bene da quale parte o in quale paese si sia, si ritrova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo”.


Nasce con un’ispirazione simile il progetto Ars Sine Finibus, che trasforma i vigneti del Collio friulano e del Brda sloveno in un parco d'arte permanente. L'iniziativa - promossa dalle aziende vinicole Gradis'ciutta di Robert Princic e Ferdinand di Matjaž Četrtič - è un manifesto culturale che abbatte simbolicamente quel confine che nel 1947 ha diviso in due una terra che, per storia e identità, è sempre stata una.

 


Vigneti Gradis'ciutta
Vigneti Gradis'ciutta

ACINI E LINGUAGGI


il cuore artistico-simbolico per Ars Sine Finibus sono le installazioni "So(g)no" di Marco Nereo Rotelli: due grandi sfere multisensoriali in acciaio cor-ten del diametro di quattro metri, visitabili all'interno, collocate una da Gradis'ciutta e l'altra da Ferdinand, rendendo omaggio alla terra attraverso un simbolo: l'acino d'uva, concepito come "casa del linguaggio". Rotelli intarsia di poesia gli acini illuminati, coinvolgendo i poeti Aleš Šteger per la Slovenia e Valerio Magrelli per l'Italia. E all'interno delle sfere Giorgio Celiberti, artista friulano, presenta 25 ceramiche che creano una "Via Lucis".

L'opera raggiunge una dimensione ulteriore grazie al Tree talking, il sistema brevettato dal professor Riccardo Valentini (Premio Nobel per la Pace con l'IPCC) installato sulle viti piantumate in prossimità delle sfere. Alessio Bertallot, musicista e dj, firma invece un'opera sonora in cui le poesie di Magrelli e Šteger sono immerse e frammentate.

 

UN VINO “EUROPEO”


Princic e Četrtič, nati entrambi nel 1975 e cresciuti a pochi chilometri di distanza ma separati dal confine, rappresentano una nuova generazione che ha trasformato quella linea di demarcazione in un punto d'incontro. Nel 2008 hanno dato vita a Sinefinis, uno spumante metodo classico "Made in European Union", prodotto con uve italiane e slovene.

Sinefinis nasce dunque dalla collaborazione tra due produttori che, pur vivendo a soli 20 chilometri di distanza, non si erano mai conosciuti prima. L’incontro avviene nel 2006 a un master in business del vino. “Da quella conoscenza nasce l’idea di creare insieme qualcosa di speciale - racconta Princic - non un semplice vino italiano o sloveno, ma un prodotto orgogliosamente europeo. Nel 2011, Sinefinis viene presentato ufficialmente alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del presidente sloveno Danilo Türk”.

Lo spumante è basato sulla Ribolla, il vitigno simbolo del territorio, con 52 mesi di affinamento sui lieviti. Una scelta che lo distingue nettamente dai metodi più veloci oggi diffusi, restituendo al vino complessità e struttura.


 

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