BARBERA D’ASTI WINE FESTIVAL. Un brindisi alla regina del Piemonte tra territorio e sostenibilità
- 17 nov 2025
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a cura di Federica Borasio
“Generosa Barbera. Bevendola ci pare d’esser soli in mare, sfidanti una bufera”. Lo scriveva già Carducci a inizio Novecento e, da allora, di Barbera nei calici ne è passata tanta, segnando un percorso scandito non solo dagli anni, ma anche – soprattutto - da un’evoluzione in fatto di stile: da semplice vino quotidiano, rustico e robusto, a espressione elegante e gioiosa di un’uva che del Piemonte, se il nebbiolo è il re, lei è senza dubbio la regina.
Una vera e propria trasformazione culturale di cui la Barbera d’Asti si è fatta portavoce, come confermato dall’ultima edizione del Barbera d’Asti Wine Festival, la tre giorni promossa dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che ha riunito nel centro di Asti migliaia di appassionati e addetti ai lavori, accendendo le luci su una denominazione in decisa ascesa che oggi più che mai ha scelto di investire sulla qualità, affidandosi al binomio composto da vino e territorio.
Protagonista della manifestazione accanto alle altre denominazioni tutelate dal Consorzio, la Barbera d’Asti ha dato prova nei bicchieri di una grande evoluzione – un percorso iniziato negli anni Ottanta con progressivi miglioramenti sia in vigna, sia in cantina – raccontandosi al pubblico attraverso 34 banchi d’assaggio e un programma di talk, show cooking e masterclass tecniche che ne hanno tratteggiato le diverse sfumature, dalle versioni più fresche e beverine a quelle più longeve, in un confronto produttivo (e positivo) tra vignaioli, esperti e giovani winelovers.

BARBERA: VITIGNO GENTILE E CONTEMPORANEO
Quando si chiede a un produttore se la Barbera sia da indicare al maschile o al femminile, difficilmente risponderà la prima. Già autori come Giovanni Pascoli e Mario Soldati erano soliti ritenerla donna per esaltare l’eleganza di questo vino dalla spiccata acidità, ma con tannini così delicati da bilanciarne ogni asperità. Un vino certamente di stile, ma prima ancora di equilibrio, che nel tempo si è smarcato dall’idea di “vino quotidiano” per trasformarsi in “vino pop” di qualità, sempre più apprezzato a livello internazionale e ambìto anche dall'alta ristorazione.
“Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato sta vivendo un nuovo corso, fondato su una visione che unisce autenticità popolare e responsabilità verso il territorio. – ha spiegato Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato -. La Barbera D’Asti DOCG e i vini tutelati dal Consorzio sono tornati protagonisti nel calice come vino “pop” nel senso più alto del termine: accessibili, contemporanei, capaci di parlare a tutti senza perdere la propria identità. Un vino che nasce dal lavoro di una comunità e che racconta, con linguaggio diretto e sincero, la ricchezza culturale e paesaggistica del Monferrato”.
Tema trasversale della manifestazione, la sostenibilità ha tenuto banco imponendosi come mantra, in una visione circolare che, partendo dalla terra, si è estesa agli altri attori della filiera: dalla vigna alla cantina, dalla bottiglia alla tavola.
“Accanto a questa dimensione conviviale e aperta – ha proseguito Maccario - si afferma la nostra idea di territorio sostenibile: un sistema vitivinicolo che tutela la biodiversità, riduce l’impatto ambientale e valorizza le persone che lo abitano e lo fanno vivere ogni giorno. Il nostro impegno è costruire un modello di sviluppo coerente con i tempi, in cui la Barbera d’Asti e i vini del Monferrato rappresentino non solo un’eccellenza enologica, ma anche un simbolo di equilibrio tra cultura, natura e comunità”.

BORN SUSTAINABLE, O DEL LEGAME IMPRESCINDIBILE CON IL TERRITORIO
In questo contesto è entrato a gamba tesa il progetto “Born Sustainable”, condiviso con i Consorzi del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e del Roccaverano DOP, cui il Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha aderito promuovendo il suo modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale attraverso produzioni radicate nella tradizione e iniziative volte a preservare il territorio e favorire l’innovazione, affrontando le sfide del cambiamento climatico.
Un impegno che in casa Barbera d’Asti si è tradotto in due progetti distinti: Ageba, che ha puntato a selezionare ceppi di Barbera con maggiore adattabilità ai cambiamenti climatici e che ha portato all’individuazione di circa 90 ceppi in vecchi vigneti pre-clonali i quali, dopo attenta selezione genetica, verranno propagati e valutati per le loro prestazioni in un vigneto sperimentale. E Noviagri, iniziativa focalizzata sulla salubrità dei luoghi di lavoro agricoli e sulla salvaguardia ambientale che ha visto la progettazione e la realizzazione di una macchina irroratrice avanzata, capace di ottimizzare la distribuzione dei prodotti chimici riducendo l’impatto ambientale e minimizzando i costi.
Accanto a questi, molte aziende associate hanno ottenuto certificazioni ISO 14001, confermando l’impegno del Consorzio non solo nel preservare le radici culturali, ma anche nel rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, consolidando la posizione della Barbera d’Asti sui mercati.
La dimostrazione concreta di come la valorizzazione di una radicata tradizione vinicola possa adattarsi alle sfide dell’attualità, garantendo alle generazioni future continuità nella narrazione e promuovendo al contempo un contesto virtuoso in cui qualità del vino e responsabilità ambientale possano convivere, influenzandosi reciprocamente.

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